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Prevenzione del rischio sismico: in Toscana è legge

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In Toscana, è stata approvata la legge regionale “Norme in materia di prevenzione e riduzione del rischio sismico”, ponendo questa regione, insieme all’Umbria, in una posizione di unicità nel panorama nazionale.

Il testo della legge, ha chiarito il presidente della commissione Ambiente, Erasmo D’Angelis, prevede lo stanziamento di una cifra tra i cinque e i sei milioni in tre anni, per interventi di carattere strutturale che eliminano o riducono il grado di pericolosità, vulnerabilità ed esposizione al rischio sismico per il patrimonio edilizio, infrastrutturale e per la popolazione.

Gli strumenti messi in campo per la riduzione del rischio, anche attraverso la collaborazione con enti di ricerca ed università, si articolano in attività differenti, quali la promozione e programmazione di studi e ricerche, il miglioramento del patrimonio edilizio con l’erogazione di contributi pubblici; campagne di informazione e sensibilizzazione dei cittadini e di formazione costante degli operatori del settore.

E poi ancora azioni di indirizzo, coordinamento e vigilanza sull’applicazione della normativa tecnica antisismica con supporto e consulenza (eventualmente necessaria) agli enti locali per interventi edilizi. Sono previsti poi indagini e studi per la sperimentazione di tecniche di intervento, oltre alla creazione di una banca dati scientifici e tecnici mediante una rete di monitoraggio permanente.

“C’è da ricordare che la Toscana ha riclassificato interamente il proprio territorio sulla base dei criteri della mappa di pericolosità nazionale del 2006”, ha detto D’Angelis, che ha ricordato i numeri che interessano la nostra regione: 196 comuni, su complessivi 287 (e cioè circa l’80 per cento del territorio), sono a media o elevata pericolosità sismica. É un rischio che riguarda il 70 per cento delle abitazioni private e degli edifici pubblici”.

Le aree a maggiore sismicità sono quelle lungo l’intera fascia appenninica: Lunigiana, Garfagnana, Montagna pistoiese, Mugello, Casentino, Valtiberina e Amiata sono le zone a più elevato rischio e qui sono presenti circa 90 comuni.

La fascia di medio rischio, con sporadica attività sismica, comprende il Livornese, il Pisano, la piana fiorentina, il Senese e l’Alta Maremma.

“La nostra regione – ha osservato il presidente D’Angelis – è vulnerabile e per questo occorre rafforzare il lavoro di prevenzione. Soprattutto, è importante mettere in sicurezza antisismica il patrimonio pubblico (scuole, ospedali, caserme, tribunali, eccetera) e privato, e garantire l’edilizia antisismica per le nuove costruzioni e le ristrutturazioni”.

 

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